Pier Paolo

E’ una delle cose più belle che abbia letto negli ultimi tempi.
De Filippo dedica questi versi al suo amico Pasolini.
Senza parole…

Non li toccate
quei diciotto sassi
che fanno aiuola
con a capo issata
la «spalliera» di Cristo.
I fiori,
sì,
quando saranno secchi,
quelli toglieteli,
ma la «spalliera»,
povera e sovrana,
e quei diciotto irregolari sassi,
messi a difesa
di una voce altissima,
non li togliete più!
Penserà il vento
a levigarli,
per addolcirne
gli angoli pungenti;
penserà il sole
a renderli cocenti,
arroventati
come il suo pensiero;
cadrà la pioggia
e li farà lucenti,
come la luce
delle sue parole;
penserà la «spalliera»
a darci ancora
la fede e la speranza
in Cristo povero.

— Eduardo De Filippo

Un giorno ci rivedremo

Un giorno ci rivedremo.

Un giorno ci rivedremo.


A D.

Un giorno ci rivedremo.
Eppure tu riassumerai sempre la mia vita,
come se fossi l’unico,
come se fossi l’ultimo.
Come una gazza avrò infilato il becco
in mille tronchi,
a cercare il mio rifugio migliore.

E quando anch’io volerò lassù,
cercandoti di stella in stella,
ci rivedremo.

Sentirò la vibrazione del tuo cuore
che incrinerà l’involucro perfetto
del mio mondo.
Così colmerò il vuoto del tuo odore,
berremo il nostro vino,
e sarà festa.
Mi regalerai di nuovo il tuo sorriso,
e vedrò il tuo volto in una luce
brillare più forte del dolore.

E allora nemmeno la morte,
così debole e distante,
ci potrà separare;
quando finalmente resterò con te,
papà.


Inspirata da Irene, che ringrazio tantissimo.

Aggiunta

Aggiunta di Billy Collins.

Il mare e la risacca.

Quel che ho dimenticato di dirvi in quell’ultima poesia
se avete prestato un minimo di attenzione
è che l’amavo davvero allora.
La luce marittima negli ultimi versi
poteva sembrare artefatta
e lo stesso si poteva dire
delle molte lune immaginarie
che ho detto ruotavano sul nostro letto mentre dormivamo,
del cosmo racchiuso dalle pareti della stanza.
Ma la verità è che ci piaceva
fare lunghe passeggiate sulle spiagge ventose,
non le spiagge fra il mare di lei
e la terra simbolica di me,
ma le vere spiagge di conchiglie vuote,
mentre il sole sorge e l’acqua viene avanti e ritorna.

— B. Collins

La casa degli alberi alti

La casa degli alberi alti.

La casa degli alberi alti.


A D.

Vieni con me,
nella casa degli alberi alti*.
Dove il vento fa
ghirlande alle fronde,
e il sole
regala la quiete che vibra.

Nella radura
disporremo il nostro lavacro;
asciugherò i tuoi piedi
e bacerò le tue mani.

Poi tu sola entrerai
e il mio amore ti seguirà.

Ritroverai la tua danza,
i tuoi canti,
le pagine fitte d’inchiostro,
la presenza di persone
a te care.
E io avrò questa lacrima idiota,
nel saperti felice di nuovo.


* E’ un verso della poesia “In mezzo a noi” di Luigi Finucci, dalla raccolta L’Ultimo Uomo