Etichettato: pensieri

Nulla che sia in potere dell’uomo.

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Belgrado, Europa, 2017. Migranti. (La foto è di Eleonora Camilli)

«[…] A poco a poco prevale il silenzio, e allora, dalla mia cuccetta che è al terzo piano, si vede e si sente che il vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e dondolando il busto con violenza. Khun ringrazia Dio perché non è stato scelto.

Khun è un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il greco che ha vent’anni, e dopodomani andrà in gas, e lo sa, e se ne sta sdraiato e guarda fisso la lampadina senza dire niente e senza pensare più niente? Non sa Kuhn che la prossima volta sarà la sua volta? Non capisce Kuhn che è accaduto oggi un abominio che nessuna preghiera propiziatoria, nessun perdono, nessuna espiazione dei colpevoli, nulla insomma che sia in potere dell’uomo di fare, potrà risanare mai più?

Se io fossi Dio, sputerei a terra la preghiera di Kuhn.»

— P. Levi, Se questo è un uomo.

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Schegge d’Amore.

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#1- Gli occhi di Marina Abramović e Ulay. Al loro incontro.
Qui: https://www.youtube.com/watch?v=OS0Tg0IjCp4

#2- La scena de Il Bosforo di Almásy, da Il paziente Inglese. Qui: https://www.youtube.com/watch?v=O6Wfy3F38CM&t=2s
“Ma non eravamo contrari alla proprietà?”

#3- Eugenio Montale, in Ho sceso dandoti il braccio.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

#4- La canzone Varsavia, di Pierangelo Bertoli
Qui: https://www.youtube.com/watch?v=i-76tmXCSv8
Sopratutto il verso:
“Come posso tesoro tenerti sul cuore
se stanotte a Varsavia si muore”

#5- Il film The Danish Girl. Un racconto meraviglioso e doloroso; uno dei film più intensi, emozionanti, veri che abbia mai visto.
Sopratutto in questa scena: https://www.youtube.com/watch?v=srd7r79IaXo
Gerda: “Voglio mio marito. Riportalo a me.”
Lili: “Non posso”

#6- Le foto di Daniela, la sorella di Pigi.
E’ un personaggio di un racconto di una mia amica, inedito. Daniela è totalmente assente dalla vita famigliare; guarda le beghe dei membri, con grande distrazione e distacco, sempre dietro quel maledetto smartphone. Finché un giorno, è lei stessa che presenta ai suoi famigliari un album di foto, scattate con il suo cellulare: della loro vita familiare, delle loro liti, delle loro rare carezze.

#7- Da Cime Tempestose, di Emily Bronte, questo passo:
“Il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce eterne che stanno sotto quegli alberi: una fonte di piacere ben poco visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff! Lui è sempre sempre, sempre nella mia mente: non come una gioia, non più di quanto io lo sia per me stessa, ma come il mio stesso essere. Quindi non parlare più di separazione: non è possibile.”

#8- Erich Fried, in E’ quel che è.
È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore
È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore

#9- John Fante, in Chiedi alla polvere.
“Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi, i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli.”

La durata è la forma delle cose.

 

  • 1988, Tunnel of Love Express Tour. E Street Band tirata a lucido, “The Horns of Love” a completarla. Bruce è la rockstar che si vede, che già il mondo conosce. il suo matrimonio con la prima -e adoratissima- moglie sta finendo. con Patti (la “rossa” nel video, e che gli darà tre figli negli anni seguenti) si sta saldando un rapporto forte, empatico.
  • 2016, Luglio. La stessa canzone, sul palco di Roma. La voce non è più la stessa (altri dicono migliore). Ma la loro sostanza, la medesima. E il feeling fra questi due che si scambiano occhi e silenzi ancora più forte, se possibile. I loro sguardi -su quel palco- sembrano una narrazione continua di cose non dette. Ma evidenti.
  • 2016, Ottobre. Esce la biografia di Bruce. Ed è lui stesso che racconta di un rapporto splendido, intenso, dolcissimo, a tratti lancinante, con sua moglie. Bruce stesso ci rivela come è lei a prendersi la responsabilità, più volte, di scendere nel buio della sua depressione, per aiutarlo.

    Perché “la durata è la forma delle cose”.

Sensazione

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I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.

Mi fa tutt’uno con l’erba.
La mia vita sottrae colore a tutti i fiori.
La brezza che sembra restia a passare scrolla dalle mie ore rossi petali
e il mio cuore arde senza pioggia.

Poi Dio diventa un mio vizio
e i divini sentimenti un abbraccio
che annega i miei sensi nel suo vino
e non lascia contorni nei miei modi
di vedere Dio fiorire, crescere e splendere.

I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un’ inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.

I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l’impossibile
amalgama delle molte cose che sono.

Sono un bevitore dei miei pensieri
L’essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima.
La mia volontà vi si impregna.
Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire
la bellezza nel dolore dei miei versi.

— Fernando Pessoa