Etichettato: migranti

Fermare il vento con le mani.

[…]
Domanda: Voi pensate che il muro possa fermavi?
Risposta: Tutti dicono di no perché abbiamo lasciato il nostro paese, le nostre case per colpa della guerra. Non sarà un muro a fermarci.
D: Quel è il tuo sogno?
R: Il voglio diventare uno scienziato. Voglio vivere la mia vita. E questo è il mio sogno.
D: Cosa hai studiato?
R: Biochimica
D: Perché sei scappato dall’Afghanistan?
R: Se conosci l’inglese e sei istruito i talebani pensano che sei un interprete degli americani. Quindi mio padre mi ha detto: “dovresti lasciare il paese e cercarti una vita migliore”.
D: Da quanto sei qui?
R: Da 5 mesi. Non abbiamo alternative. Questa è la nostra ultima possibilità.

E poi c’è il sindaco che ha ideato il “system protection”.

«Ho detto che non sono rifugiati. Sono dei criminali. Non dobbiamo mischiarci. Io proteggo l’ordine naturale del mondo.»

L’ordine naturale del mondo.

 

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Nulla che sia in potere dell’uomo.

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Belgrado, Europa, 2017. Migranti. (La foto è di Eleonora Camilli)

«[…] A poco a poco prevale il silenzio, e allora, dalla mia cuccetta che è al terzo piano, si vede e si sente che il vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e dondolando il busto con violenza. Khun ringrazia Dio perché non è stato scelto.

Khun è un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il greco che ha vent’anni, e dopodomani andrà in gas, e lo sa, e se ne sta sdraiato e guarda fisso la lampadina senza dire niente e senza pensare più niente? Non sa Kuhn che la prossima volta sarà la sua volta? Non capisce Kuhn che è accaduto oggi un abominio che nessuna preghiera propiziatoria, nessun perdono, nessuna espiazione dei colpevoli, nulla insomma che sia in potere dell’uomo di fare, potrà risanare mai più?

Se io fossi Dio, sputerei a terra la preghiera di Kuhn.»

— P. Levi, Se questo è un uomo.

L’ultimo amore.

La foto è del New York Times, di Lynsey Addario nello specifico, rilanciata da ArabPress.
Su un pacchetto di sigarette, in un dialetto egiziano, l’ultimo canto d’amore di un migrante: “A.”, per quanto si legge. E’ stato trovato al porto di Pozzallo, in Sicilia.

“Avrei voluto stare con te. Mi raccomando non ti dimenticare di me. Ti amo tanto.
Vorrei tanto che tu non ti dimenticassi di me. Stai bene amore mio.
Ti amo. A ama R. “

Lo riporto qui. Nell’idea, vana, di dare eco alla sua voce.

L'ultimo biglietto d'amore di un  migrante.

L’ultimo biglietto d’amore di un migrante, trovato a Pozzallo (Sicilia)