Categoria: Viaggi

Siviglia.

Siviglia, giardini Alcazar

Siviglia, giardini Alcazar

 

Siviglia.
Come la sua regina Isabella, cantata da Guccini“è una donna convinta che il mondo non può finir lì”.
Maestosa e silenziosa, raffinata e gaudente; dall’afflato europeo, da sempre splendido crocevia di popoli, incontro di mari e di oceani; di culture e di storie; Siviglia mi ha lasciato dentro un profondo senso di bellezza e di quiete. Come un caleidoscopio, le cui forme bellissime non potranno mai essere scoperte completamente.

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Consacrato Blu

Laguna dello Stagnone. Marsala, Trapani.

Laguna dello Stagnone. Marsala, Trapani.

 

La poesia è tratta da questo bellissimo post dell’autrice: dedicata alla Sicilia.

*

Ridurre la piega che di netto
consacrato Blu
mi cava gli occhi?

O dirti
nei crostoni spumati
su saracene albe
affidate a chi non ha memoria?

E dirti, spaccando il bacio
insenato tra baie
spariglianubi, un soprassalto
di luce nel giorno?

Alba Gnazi
Agrigento, 25/07/2016

Trieste

Vista di Trieste dall'alto

Dopo monti, boschi e mare, Trieste è là dove ci si aspettano solo leoni. Oltre la montagna e il blu con le antenne, ecco la città: una anziana nobildonna, degna e austera. Bellissima.

——–

Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.

Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.

Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.

U. Saba

Palermo, Sicilia

Dal tunnel di vetro dell’aeroporto, la striscia di mare di un blu inchiostro, come quello con cui giocavamo da piccoli, è la prima perla. Un blu liquido, intenso, una massa compatta d’acqua; da dove il cielo si staglia sul contrasto d’azzurro. Nemmeno una nuvola. Fuori dal tunnel, verso il primo finestrone, ti appare un paesaggio irreale: ancora quel blu, ancora quell’azzurro del cielo, e poi quelle montagne atrocemente bruciate dal sole, chiazze di verde opaco, rocce impervie, che lambiscono il mare; tutto lì, in quella vista che ti invade gli occhi, ti invade il petto ed in un attimo te ne senti colmo.

I miei piedi sulla Sicilia. Il sole negli occhi. E sulla pelle una sottile brina di sudore. Poi ti guardi intorno. Cammini per le strade di Palermo. sotto il sole, e nella brezza notturna. Nei vicoli della città vecchia, e quella sporca. sotto l’immensità del Teatro Massimo, e quella monumentale della cattedrale. Accanto all’odore di piscio, ai cassonetti incendiati o stracolmi di immondizia. Nella via dei pub.

Strade che sono giardini, illuminate magistralmente, edifici del ‘700 restaurati nella loro magnificenza; che condividono pareti con costruzioni che di pareti hanno solo quella, distrutte dal tempo, incendiate dal sole, sgretolate dal vento rosso e caldo. E poi ancora quel mare… quelle spiaggette deliziose, affollate all’inverosimile, quell’acqua trasparente, in cui giocare con i sassolini del fondo, o la sabbia grossa che si insinua fra le dita. Maledetta. E un metro piu’ in là, casermoni abbandonati, sudici di sale, di laterizi scrostati, di sterpaglie che ne distruggono le mura.

Questa è Palermo, e forse tutta la Sicilia: una bellezza abbagliante, come il sole, e quel cielo senza una nuvola. Gli ori che ti lasciano senza fiato, tremante, instabile della Cappella Palatina, che ti sembra che il mondo sia troppo bello e troppo grande perché tu possa contenere tanta bellezza; il panorama sterminato, quell’oceano di colori mischiati agli azzurri, e ai blu, che urlano dalla collina di solunto. simili all’esplosione di colori dei fiori dell’orto botanico. e più in là, o tutt’uno, le spiagge abbandonate, i vicoli puzzolenti, l’immondizia a cataste. Continua a leggere