Paula Cooper, assassina della mia età.

Laura Cooper

La persona della del delitto non è quella della pena

 

C’è qualcosa che mi trafigge nella tua morte.
Qualcosa di crudele e tremendo. Come una domanda a cui non c’è risposta.
Non è la tua foto da ragazza, da assassina della mia età. Non è il sonno inquieto e scosso che feci nei giorni a seguire mentre rimestavo, dentro di me, la tua storia terribile. Non è l’incubo del coltello, della violenza, della signora anziana trucidata per poco più di niente.

No. E’ che mi sembra di aver perso qualcosa di me. Del mio io-bambino. Il germe della mia coscienza sociale, l’embrione di quel senso di speranza e riscatto che tengo insieme -a fatica- attraverso le stagioni della vita. La traccia di me, il filo rosso: da quando usavo l’elastico per tenere i libri, allo sbiancare dei capelli.
Sono i primi contatti con il Partito Radicale, la mia consapevolezza civile, politica, pubblica che si forma. Mio padre che mi parla di te, e io che ti sento subito sorella. La sorella che uccide. La sorella che aveva ucciso, e a cui consegnare una seconda possibilità.

Affiorano i ricordi. Un articolo al liceo sul giornalino scolastico. La pena di morte. Il fine pena mai. Il tema della redenzione e gli strumenti per farlo. La prima empatia che ferisce; i primi, in preda all’emozione, interventi pubblici. E, nel corso degli anni, le poche notizie, stralci di giornali, gli opuscoli sgualciti di Nessuno Tocchi Caino. Ad ogni tua foto, dove ti vedo più grande, è come ricevere la conferma della bontà del mio percorso. Poi Internet, in cui di tanto in tanto ti cerco. Il lavoro di cuoca. Infine la tua foto di donna libera, con quel gran sorriso, e l’ombretto azzurro e delicato. Ventotto anni dopo. Ventotto. Anni. Dopo.

Oggi mi accorgo che senza di te non sarei stato quello che sono. O forse solo un po’. Oggi, vorrei che tu potessi leggere queste mie parole. Quando invece posso solo piangerti.

paula-cooper-post

  1. Sentimental Blog

    Caro Roberto, si perde sempre qualcosa di noi lungo il viaggio della vita: nel male soprattutto
    La Vita di Paula, forse è stata segnata fin dalla nascita da un qualcosa che io chiamo Destino
    Non si vince contro un destino crudele e subdolo e Paula è stata una delle numerose vittime
    Buon 2 giugno
    Salutoni
    Sentimental

    • Roberto

      … grazie🙂
      la sensazione è che quel destino crudele e subdolo abbia creato comunque una “consapevolezza collettiva”: se oggi gli americani discutono -con possibilità- di abolizione della pena capitale, lo si deve anche alla storia di Paula. chissà se di questo lei ne è stata consapevole, e se, un po’, l’ha consolata.

      buona giornata Gina!🙂

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