Ascolta

ascolta

Ascolta.
Parla dì te
quella vibrazione
sul ciglio
delle tue parole.
Quel tremolio
al margine del labbro,
scuro come una vertigine.
Parla di te,
più di ogni altra tua parola.
Ascoltala.

Un frullio incolore,
un suono, muto,
nell’acqua.
E’ il vento teso
che annuncia
l’inverno.
Reca parole bianche,
e nessuna soluzione.
Solo il duro nei polsi.

Ha il suono sbieco
della tristezza,
e un attimo d’abbandono:
ascoltala.
Ha bisogno di cure,
di un fuoco caldo,
di una parola piana.

Guardiano
debole
della tua sofferenza,
trema di luce
preziosa.
Parla di te: ascoltala.

  1. IL PIANTO DI MEHREGIAH

    Guardiano debole della sofferenza…
    Bellissima immagine, che rende con immediatezza la visione
    della forza misteriosa della vibrazione delle parole..

    Grazie per averla condivisa.

    Un saluto,

    Mehregiah

    • Roberto

      La sofferenza, il dolore, il disagio sono momento “preziosi” per certi versi: vengono a dirci che qualcosa non va. Un’opportunità da cogliere…
      Buon giornata Mehregiah

  2. sonoqui

    Caro Amico, ho accostato il mio sentire al Tuo.
    Ho teso il mio orecchio verso il Tuo “soffrire”.
    E’ stato intimo, bello, ritrovarsi anche in questo sconforto.
    Grazie davvero, i Tuoi versi mi prendono delicatamente
    Gina

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