Giglio nero

A B.

Non lasciare,
anima bianca,
che l’artiglio
gelido
del dolore
ti sbrani.

Rivoli di bile,
dall’indotto
nero
dello stomaco,
al ghigno delle labbra.
Sorrisi grigi,
ombre bianche,
nel solco
duro
del volto.

Viscere arse
come sterpaglie,
piaghe bruciate
di sale,
parole come macigni
è la pace che vuoi,
e che ti annienta.
Senza voci,
nè grido.

Spilli di vita
nella memoria di piani verdi,
di stracci di nubi rosse,
di reti tese a giocare,
in auto grandi come navi.

Nei cerchi di fango
gigli e sorrisi chiari,
desideri da cogliere,
e far fiorire
nell’incavo delle tue mani.

Il mostro
che ti divora
è un cucciolo
mite,
senza di te.

  1. sonoqui

    Ciao Roberto, il dolore conosce strade e scorciatoie
    per arrivare a divorare, anche l’ Anima di un candido fiore.
    Ma la presenza dell’Amore, lo può domare ,trasformandolo in un amabile cucciolo.
    Grazie, Anima bella
    Gina

  2. Roberto

    Grazie Gina.
    Spero di trovare le parole, come tu hai fatto, di raccontarlo alle persone che amo.
    Più divorate dalla mancanza di speranza, che dal dolore in sé.
    Buona giornata, Gina…

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